
Nelle prossime settimane verrà nominato il primo coordinatore
provinciale del neonato partito del Popolo della Libertà.
Esso avrà una responsabiltà enorme nel guidare il centrodestra
attraverso alcuni appuntamenti elettorali decisivi per il futuro del
nostro territorio. La prima tappa sulla road map che, secondo il mio
umilissimo parere, dovrà affrontare sarà quella di mettere le basi
perché il PDL non sia semplicemente l'unione di più soggetti, sia pur
uniti da una lunga amicizia e collaborazione, ma un partito articolato
e funzionante, presente e attivo, coinvolgente e autorevole.
Nessuno ha la pretesa che un partito nasca per decreto, anche se una
certa integrazione, ai livelli alti della clase dirigente, è in atto
da tempo, in particolare grazie alla forza e alla leadership di Silvio
Berlusconi, che per natura attrae e unifica attorno a se.
Il problema infatti più che a livello di quadri nazional, si pone a
livello locale, dove storie personali, vicende comunali, ambienti,
metodi e approcci alla politica non possono essere sintetizzati con
facilità, il rischio infatti è che una sintesi mal gestita in realtà
si trasformi in una banale semplificazione.
Voglio dire che chi avrà il timone del PDL nella nostra provincia o
avrà il coraggio e la forza di affrontare e in qualche modo governare
le tensioni strutturali che immancabilmente si creeranno,
indirizzandole su un piano costruttivo, oppure sarà costretto a
tagliare i rami divergenti, ottenendo un partito adomesticato ma
incapace di affrontare quella storica sfida sul fronte della modernità
che la nostra provincia attende ormai da troppi anni.
Non è più tempo di leader con il telefono spento e mille filtri tra
loro e la base. E' tempo di uomini capaci di condividere la politica e
le scelte, disposti a mettersi in discussione e dotati di
un'autorevolezza tale per cui il valore di altri non rappresenta un
pericolo ma una risorsa da valorizzare, in poche parole uomini decisi
a uscire dagli angusti confini di un territorio elettoralmente
rassicurante e disposti a sostenere le battaglie e gli uomini anche
sui fronti più difficili.
Il secondo punto all'ordine del giorno nell'agenda della nuova
dirigenza non potrà che essere quello di disegnare in modo organico un
progetto sul futuro della nostra realtà. Un'idea che indichi una
prospettiva di lavoro, una visione chiara e nitida delle scelte
strategiche attinenti alla nostra provincia. Un percorso a tappe
forzate, cadenzato dai molti appuntamenti elettorali che da qui ai
prossimi anni ci impegneranno in una continua verifica del nostro
lavoro. Penso che la "rivoluzione" tanto attesa anche dalle nostre
parti passi proprio da qui, da un attacco al potere stantio e miope
della sinistra nel suo punto più debole, l'incapacità di rappresentare
il futuro. Durante il dibattito nei giorni del primo congresso del
Popolo della Libertà, al quale ho partecipato come delegato, un
giovane proveniente da AN ha concluso il suo intervento con la frase
"il domani appartiene a noi". Uno slogan che per 50 anni ha
accompagnato il percorso della destra sino alla confluenza nel PDL,
liberandosi del sovrappeso ideologico ma senza perdere un grammo di
fascino e di attualtà. Che sia di buon auspicio. Buon lavoro.
lunedì 30 marzo 2009
Lettera aperta al futuro coordinatore del PDL mantovano
lunedì 29 dicembre 2008
QUALCOSA SI MUOVE TRA I CATTOLICI DI FI

A cinque mesi dal nostro appello rivolto ai cattolici di Forza Italia (vedi l'articolo riportato qui sotto) possiamo fare il punto anche alla luce di una lunga serie di incontri e ragionamenti fatti con molti amici in tutta la provincia mantovana.
Dopo anni di quasi totale inattività degli organismi di Forza Italia, ci troviamo con una struttura politica e operativa rinnovata (una direzione provinciale, un direttivo, circa 20 dipartimenti attivati). Un passo avanti compiuto anche grazie all'opera del commissario Sen. Gialcarlo Serafini e del responsabile organizzativo regionale Doriano Riparbelli.
In queste ultime settimane è stata approvata la lista dei delegati che andranno a Roma per ratificare la nascita del Pdl, non senza alcuni mal di pancia locali, alcuni dei quali anche piuttosto condivisibili, che rappresentano un iniziale e salutare ripresa del dibattito interno in vista della creazione di nuovi equilibri, magari non più fondati su personalismi sterili ma su effettive affinità culturali e ideali.
Insomma sembra che l'appello da noi rivolto ai cattolici per la creazione di un tavolo di lavoro comune in vista del Pdl abbia preceduto quello che avevamo detto essere un processo naturale e auspicabile sul difficile ma fondamentale percorso di creazione di una piattaforma politica che fosse anche una traccia per il progetto di rilancio della nostra provincia.
Ora non resta che muovere il primo passo e iniziare a mettere attorno ad un tavolo chi crede in questo percorso.
lunedì 11 agosto 2008
Ad Arioli e Sogliani dico: facciamo un blocco unico
«Vogliamo costituire un blocco cattolico all'interno del futuro Pdl . Per questo siamo interessati ad avere un rapporto con i Cattolici moderati di Sogliani, con le componenti cattoliche di An e con l'area all'interno di Fi che fa riferimento
a Romano Arioli». Arnaldo De Pietri ripete la ratio politica del gruppo di Libertà in Azione dopo averla annunciata un mesetto fa presentando la nuova componente . Con una novità significativa. Tra gli interlocutori possibili cita anche Arioli, l'antagonista storico dell'ex coordinatore provinciale, oggi vice presidente del consiglio regionale, Enzo Lucchini. Citazione che non va necessariamente interpretata come un a scelta di campo tra le due principali aree che da anni si contendono la guida del partito mantovano (competizione, va detto, che fino all'ultimo congresso celebrato a Goito prima del commissariamento, è stata sempre vinta dai lucchiniani). Sembra piuttosto il tentativo di coinvolgere nel progetto del `blocco cattolico' in quella fetta di iscritti azzurri che fa riferimento alla cultura politica della vecchia Dc. Una mano tesa ad Arioli non comporta infatti un'automatica estensione dell'invito all'altra anima del gruppo di oppositori di Lucchini, quella `socialista' che fa riferimento a Gianni Martinelli.
Nicola Corradini
Tratto dal quotidiano La Gazzetta di Mantova del 10.08.2008
Pdl, l'anima cattolica all'attacco: «Primarie per scegliere il leader»
«Primarie per scegliere il leader provinciale del Pdl e il candidato sindaco per il 2010». A voler chiamare alle urne il popolo del centrodestra, segnatamente quello di Fi, An e degli altri componenti del Popolo della libertà, per scegliere la classe dirigente del futuro partito e il candidato da mettere in campo per tentare di strappare a Pd e centrosinistra l'amministrazione di via Roma, sono i cattolici di Libertà in Azione, gruppo interno di Forza Italia guidato da Arnaldo De Pietri (presidente) e Simone Paganini. Che si muovono anche in vista del congresso cittadino degli azzurri .
Il recente ingresso in scena di questo gruppo di esplicita ispirazione cattolica (molti aderenti sono dall'area di Comunione e Liberazione, ma non è questa l'unica componente presente nella nuova associazione) sta muovendo
le acque nel partito azzurro commissariato da alcuni anni
Questa proposta delle primarie non sembra destinata ad esaurirsi con la stagione estiva .
«Il Popolo della Libertà — dice De Pietri — deve porsi l'obiettivo generale e un programma di governo per rilanciare la nostra provincia e toglierla dall'isolamento in cui si trova. Questo può avvenire creando un partito unito e in grado di incentivare la partecipazione democratica dei propri iscritti, cosa che si può favorire attraverso il metodo delle primarie per scegliere le candidature (nel 2010 ci sono le comunali) e per la classe dirigente del partito» . Dice dí più, De Pietri: «Anche noi dobbiamo instaurare la separazione delle carriere . Non è più accettabile che chi è consigliere regionale ricopra anche il ruolo di segretario provinciale, perchè l'interesse ad essere rieletto influirebbe su scelte e indirizzi politici . Questo è umano, ma sbagliato » . Per quanto De Pietri non scenda in particolari, è evidente che il messaggio è rivolto ai due consigliere regionali mantovani del futuro Pdl : Enzo Lucchini (ex coordinatore di Fi) e Carlo Maccari (presidente di An) . Ma il gruppo pensa anche al congresso cittadino di Fi previsto per la fine di settembre.
«Ammesso che si celebri davvero — avverte De Pietri — siamo disposti a non avanzare candidature, purchè i candidati coordinatori si misurino e si confrontino sul primo obiettivo che un partito di centrodestra deve avere a Mantova oggi: vincere le elezioni per governare la città». Ma qual'è la forza numerica di cui dispone questa area? «In città contiamo su 70 – 90 iscritti — dice De Pietri secondo i nostri conti il gruppo può essere determinante per decidere gli esiti del congresso cittadino. Oggi non siamo nè con Lucchini nè con Arioli: decideremo chi appoggiare il giorno del congresso»
Nicola Corradini
Tratto dal quotidiano La Gazzetta di Mantova del 10.08.2008
Ecco i giovani del pensatoio di Formigoni. Tra loro c'è anche il consigliere di Fi Vinci
C'è anche il consigliere comunale azzurro Mauro Vinci , tra gli autori dei saggi di politica raccolti nel volume curato dalla Fondazione Europa Civilità (creata dal presidente della Regione, Roberto Formigoni) intitolato `Per un bene possibile' . Il libro, edito dalla Marietti (18 euro), è uscito nelle librerie da poche settimane e rappresenta il punto di arrivo della scuola di politica organizzata nel 2007 dalla Fondazione e che ha visto tra i relatori personaggi come Josè Maria Aznar, Silvio Berlusconi, Francesco Rutelli, Franco Frattini, Roberto Maroni.
Probabile che dai partecipanti ai seminari (tutti al di sotto dei 40 anni di età) esca la classe dirigente dell'area che farà ri ferimento a Formigoni e a Mario Mauro nel futuro Pdl .
Al termine dei seminari, i300 allievi sono stati invitati a svolgere dei saggi sui temi affrontati (l'azione politica e amministrativa vista secondo il concetto di sussidiarietà, principio caro ai cattolici liberali): tra i dieci selezionati c'è anche quelli di Vinci . Il titolo: Servizi pubblici locali : quali innovazioni nel ruolo dell'ente locale? Quali spazi per il non-profit?. «Sì — commenta Vinci, 36 anni — mi sono occupato del futuro dei servizi pubblici locali, con un occhio di riguardo al principio di sussidiarietà. Purtroppo gli enti locali usano le aziende che erogano servizi locali (energia, sociale, trasporti e via dicendo) in un'ottica di mero consenso elettorale a tutto discapito del cittadino-cliente. La proposta è di creare liberalizzazione e quindi privatizzare attraverso la concorrenza» .
Nicola Corradini
Tratto dal quotidiano La Gazzetta di Mantova del 10.08.2008
COSTI&SPRECHI/ I “fannulloni” non sono l’unica inefficienza italiana, per esempio…
A quanto sembra, l'azione del ministro Brunetta sta avendo successo, almeno per il momento, perché non è scontata la permanenza nel corso del tempo degli attuali effetti positivi. Rimane il fatto che, forse per la prima volta, sono state messe concretamente in discussione abitudini consolidate di parte della Pubblica Amministrazione e ritenute, chissà perché, non modificabili. (continua)
I reggenti Pdl? Squadra scelta dalla base
Roberto Formigoni si è portato il lavoro in vacanza. Entro la fine di agosto sarà deciso il metodo di elezione del reggente («regole democratiche al 100%» assicura Silvio Berlusconi), a settembre Milano ospiterà la prima festa del Pdl e il vicepresidente di Forza Italia dal suo buen retiro sulle Alpi telefona, scrive, prepara incontri. «Si avvicina a passi veloci la meta finale, la costituzione del partito unico. Un processo che interessa Forza Italia e An e anche gli altri che hanno già sposato il progetto del Pdl e cioè partiti alleati ma anche gruppi, movimenti, personalità della società civile».
Che tipo di congresso state preparando?
«Ci sarà un congresso di fondazione con ampie garanzie democratiche per tutti, sia per i partiti che per i gruppi che per le singole personalità. Nasce un vero nuovo partito e la democrazia interna è la sua regola di funzionamento. Prima del congresso di fondazione, a fine gennaio, ci saranno i congressi di scioglimento dei partiti, diciamo a metà gennaio».
Chi sarà il reggente del Pdl?
«Attenzione, il partito ha già un grande leader che è Berlusconi. Diversa è la questione del reggente, importa poco chi sarà, lo vedremo cammin facendo. È preferibile che sia una persona affiancata da un comitato di reggenza, un primus inter pares. Nasce un partito del 45 per cento, che rappresenta la metà dell’Italia. Reggente e comitato saranno scelti sentendo la base».
È politicamente opportuno che il reggente sia di An o è preferibile che sia espressione del socio di maggioranza?
«Non può esserci nessuna preclusione, anche se sappiamo che il contributo più grande lo porta Forza Italia e per questo la candidatura di un uomo o di una donna di Forza Italia non dovrà stupire nessuno. Gli accordi per i delegati al congresso sono 70 a 30 o 75 a 25, sia pure spalmati sul territorio».
Per il ruolo di reggente ci sarà anche la candidatura Formigoni?
«Parleremo con Berlusconi e con gli altri del mio ruolo. Credo che nel comitato di reggenza potrò dare il mio contributo insieme ad altri ma ci sarà tempo per decidere, anche tenuto conto delle garanzie di continuità e del fatto che Berlusconi mi ha chiesto di essere vicepresidente di Forza Italia. Voglio sottolineare che lo dico con spirito di servizio».
Pensa a primarie tra i militanti o consultazioni tra gli iscritti?
«Niente primarie. Abbiamo due partiti strutturati in cui gli iscritti si sono già pronunciati, ci sono gli eletti, i coordinatori, espressione già forte di un consenso della base. Le modalità con cui sentire la base le stabiliremo nelle riunioni che si faranno già prima di fine agosto perché i tempi sono estremamente ravvicinati e bisogna tener conto anche di questo per scegliere il metodo migliore. Potrebbe anche succedere che An sente i suoi in un modo e Forza Italia in un altro».
Partito aperto o club esclusivo?
«Vorrei che le porte fossero aperte per tutti. Mi auguro che il processo che parte interessi sempre più i moderati italiani, anche quelli che si collocano sulla riva opposta. Spero che si sia tutti consapevoli di dover costruire una cosa nuova, una casa in cui tutti gli italiani si trovano a loro agio. Detto questo, è positivo che il Pdl eserciti forza di richiamo ma ci devono essere regole chiare per tutti».
Enrico Letta ha invitato il Pd ad abbandonare l’antiberlusconismo.
«Mi sembra una manifestazione di buon senso. Credo che il centrosinistra italiano abbia bisogno di questo, anche perché l’antiberlusconismo li ha portati a schiantarsi. È l’atteggiamento che ci aspettavamo dal centrosinistra in questa legislatura. Non l’ha imboccato ma è sempre in tempo per cambiare strada. Vediamo se alle parole seguiranno i fatti».
C’è il problema di chi chiede di rientrare. La Santanchè?
«Esiste una regola: per le persone che hanno avuto precedenti militanze e vogliono entrare nel nuovo partito si devono pronunciare tutti i partiti fondatori».
E l’Udc?
«La regola vale per tutti».
giovedì 24 luglio 2008
PDL: nascono i coordinamenti regionali.
PDL, Verdini e La Russa: ecco il Vademecum partito unico
Per dare vita al partito unico del Popolo della Liberta' il primo passo deve essere quello della nascita dei coordinamenti regionali, che dovranno essere costituiti per il 70% da rappresentanti di Forza Italia e per il 30% da uomini di Alleanza Nazionale. E' quanto si legge nella lettera che il coordinatore azzurro Denis Verdini e Ignazio La Russa, reggente di An, stanno inviando alle organizzazioni dei due partiti sul territorio e a tutti i parlamentari, compresi quelli europei.
La lettera serve a spiegare ''il percorso'' che portera' al partito unico, cosi' come aveva gia' anticipato Verdini, subito dopo l'incontro a tre a Palazzo Chigi con il premier, Silvio Berlusconi e lo stesso La Russa proprio sul futuro del Pdl.
"Il successo delle elezioni di aprile - si legge nella lettera firmata dai due responsabili dei partiti - ci ha indicato la strada che i cittadini hanno scelto per la semplificazione e la modernita' del quadro politico".
Ora tocca ai partiti fare la loro parte: quindi "ferme restando le vostre competenze sui singoli partiti - scrivono ai coordinatori locali - vi preghiamo di formare sin d'ora, sotto la guida dei coordinatori regionali, un coordinamento regionale del Pdl'".
Le nuove strutture dovranno rispettare "l'intesa stipulata dai partiti prima delle elezioni", cioe' il 70% agli azzurri e il 30% al partito di Fini. Fermo restando che "situazioni particolari regione per regine, potranno con il nostro consenso trovare anche diverse intese". Ma ci sara' spazio anche per i partiti o i movimenti minori: chi ha "ottenuto eletti", ma anche chi ha "una rilevanza territoriale" e abbia aderito al Pdl sara' inserito "insieme ad autorevoli e ben individuate personalita' neicoordinamenti regionali, provinciali e comunali, affinche' il Pdl si realizzi in tutte le sue componenti". I compiti dei comitati saranno quelli di creare le strutture del Pdl sul territorio, in tutti i comuni e le province, "evitando - sottolineano - incomprensibili discussioni che possano scaturire dalle questioni locali".
Dovranno poi costituire una "federazione tra gruppi consiliari" e dare avvio a "una ricognizione sul territorio" per mettere a punto il lavoro da fare in vista delle prossima tornata di amministrative.
Infine l'ingresso di "persone fuoriuscite, elette e non" dovra' passare per il "consenso unanime di tutti i partiti, al fine di non creare difficolta' e malumori per gli alleati, dovendoci ormai considerare a tutti gli effetti - concludono - membri dello stesso Popolo della Liberta'".
martedì 22 luglio 2008
FEDERALISMO/ Vittadini: non fermate la devolution fiscale
Sembra imminente da parte del governo il varo del federalismo fiscale. I teorici del vecchio statalismo hanno già cominciato a ripetere che aumenterà la spesa pubblica complessiva, incentiverà la creazione di nuova burocrazia, spezzerà il Paese tra regioni ricche e povere, aumenterà il malaffare. (continua)
lunedì 21 luglio 2008
A GENNAIO 2009 NASCE IL PDL - E dopo l'estate i comitati congiunti comunali per il Pdl
Che nel gennaio 2009 finalmente ci sarà la fusione tra i partiti che costituiranno il Pdl lo ha detto Berlusconi, mentre è voce di queste ore che a settembre nasceranno dei comitati comunali composti dalle varie componenti che si fonderanno a gennaio 2009. C'è da chidersi che senso ha fare i congressi di Forza Italia quando ormai è in atto il processo di fusione. Altre voci dicono che stanno per arrivare non uno ma ben due commissari per FI. Un record, che però stavolta potrebbe davvero aiutare questo travagliato partito ad affrontare serenamente i prossimi mesi. Speriamo bene.
L'inviato azzurro.
venerdì 18 luglio 2008
Cattolici alla conquista del Pdl: «Saremo l'anima del nuovo partito»

Nell'embrione del Pdl mantovano sono le aree cattoliche, in questo momento, ad organizzarsi. Se pochi giorni fa si sono costituiti ufficialmente in Cattolici moderati i transfughi dall'Udc guidati da Gilberto Sogliani, ora è un gruppo di 30-40enni, con un albero politico-genealogico che affonda le radici più grosse in organizzazioni come Comunione e Liberazione, a muoversi e a lanciare un'associazione che punta a «generare idee politico-amministrative per il Pdl». Il gruppo si chiama Libertà in azione e annovera tra i fondatori esponenti non privi di esperienza politica.
I nomi? Il presidente dell'associazione è Arnaldo De Pietri, che ricordiamo anni fa come giovane esponente del Cdu, poi passato in Forza Italia (anche se da qualche anno un po' defilato) nell'area in qualche modo vicina a CL. Poi c'è Simone Paganini, che è stato presidente provinciale di An prima di Maccari, poi uscito dal partito e anche lui confluito nell'area ciellina. Nel gruppo fondatore ci sono anche due esponenti di Forza Italia, quali il consigliere comunale Mauro Vinci e quello di circoscrizione Marco Germiniasi, area formigoniana del partito. Non mancano esponenti di area laica, come Marisa Bonometti o i giovanissimi (19 anni) Camilla Pesoni e Edorardo De Berti.
«Siamo nati un mese fa e abbiamo già quasi un centinaio di iscritti», dice De Pietri.
Ed è lo stesso presidente a spiegare che l'obiettivo principale dell'associazione è quella di favorire «la formazione di un blocco cattolico all'interno del Pdl, l'anima del nuovo partito» . Per questo De Pietri fa subito riferimento all'esperienza dei Cattolici moderati di Sogliani (appoggiati da Giancarlo Abelli, vice coordinatore nazionale di FI), spiegando che ci sono già stati i primi contatti. «Ma siamo interessati ad espandere il confronto per ragionare non solo sui valori che ci accomunano, ma anche sulla creazione di una piattaforma politica e programmatica per il futuro partito», dice De Pietri, riferendosi al versante cattolico di An. Non a caso, nel gruppo promotore dell'associazione ci sono esponenti che provengono da Fi, ma c'è pure l'ex presidente provinciale di An.
«Un'anticipazione in piccolo del Pdl», dice De Pietri, Scherza, ma non troppo. Gli assetti del Pdl mantovano, come quello nazionale, sono ancora un'incognita e il tentativo di formare un «blocco cattolico» rappresenta qualcosa di più di un semplice salotto di discussione politica. Soprattutto se si pensa che la stagione congressuale di Fi a Mantova, dovrebbe riprendere in autunno con le assemblee di città e provinciale. Se Sogliani e i suoi non sono iscritti a Fi, molti dell'associazione di De Pietri, invece, la tessera azzurra ce l'hanno eccome.
De Pietri lancia anche un messaggio al gruppo dei Coordinatori di Fi (leader è Gabriele Bandioli) che tempo fa hanno avuto uno scontro con Enzo Lucchini. «Vorremmo incontrarli», dice.
Nicola Corradini
Tratto dal quotidiano La Gazzetta di Mantova del 18.07.08
lunedì 14 luglio 2008
Cambiare la società "dal basso". Dagli Usa una buona lezione

di Giorgio Vittadini
Una concezione obsoleta di statalismo laicista continua a soffocare e rallentare il nostro Paese.
Che lo sviluppo di un Paese civile moderno non possa essere realizzato se non liberando le energie di tutti i soggetti sociali che lo compongono e ridando allo Stato centrale la sua funzione regolatrice, è sempre più evidente.
Barack Obama (descritto comunque a torto quasi come l’alter ego di Veltroni), lo scorso primo luglio, in un discorso in cui sottolineava l’importanza per la vita civile dei gruppi caratterizzati da appartenenze religiose, ha affermato che “il cambiamento non avviene dall'alto verso il basso, ma dal basso verso l'alto e pochi sono vicini alla gente più delle chiese, delle sinagoghe, dei templi e delle moschee”, anche negli interventi sociali a favore dei poveri. (continua)
mercoledì 9 luglio 2008
DISTRETTI/ Fortis: ecco come hanno vinto le insidie dell’euro e della Cina
Intervista a Marco Fortis
Professor Fortis, il nostro export ha fatto segnare quote eccezionali, che ricordano i tempi delle svalutazioni competitive. Secondo i dati diffusi dall’Istat nello scorso marzo, nel totale dei mercati le nostre esportazioni di merci sono cresciute del 9,7%. Le vendite ai paesi dell'Unione Europea sono aumentate del 9,1%, quelle al resto del mondo del 10,5%. Ma qual è la differenza rispetto a quindi anni fa?
La differenza è che all'epoca delle svalutazioni competitive, per l'appunto, sfruttavamo il vantaggio di una moneta debole, un vantaggio durato, nella fase di punta, per un periodo relativamente breve, tra il 1993 e il 1995. È stato un momento particolarmente favorevole culminato nel 1996 con boom e un record tuttora insuperato per quanto riguarda il saldo dei prodotti manufatti, intorno a 54 miliardi di euro. Vale la pena ricordare che all’epoca la Cina non era ancora diventata un competitor così aggressivo, come lo è diventata negli anni 2000, portando un attacco competitivo in tantissimi settori non solo in Italia ma in molti altri paesi del mondo.
(continua)
martedì 1 luglio 2008
L’INIZIATIVA/ "2014: Agricoltura Domani", un'associazione per rilanciare dal basso il mondo agricolo
intervista a Mario Sala, Consigliere Regione Lombardia
Come nasce l’idea di fondare questa nuova associazione “2014: Agricoltura Domani”, in un contesto già ricco di associazioni e sigle sindacali?
Non è una nuova associazione, è una associazione “nuova”! Le novità sono almeno tre: innanzitutto è un’associazione di persone, non di aziende o di enti. Si è deciso di fare così perché le cose cambiano quando si incontrano le persone, ben prima che le strutture. Alcuni giorni fa abbiamo presentato l’Associazione a Milano, a Villa Mozart, e c’erano agricoltori, sindacalisti, industriali, sindaci, studenti universitari, dirigenti di associazioni sindacali e di prodotto: più di cento persone mosse dal desiderio di essere vicendevolmente influenzate, desiderose di condividere, oserei dire contaminare la propria esperienza con quella di altri.
In secondo luogo, è un’associazione con uno scopo specifico, che è quello di promuovere il principio di sussidiarietà presso le istituzioni e i protagonisti del mondo agricolo. Un principio quasi totalmente disatteso in agricoltura, per mille motivi anche di ordine storico, culturale e giuridico.
Da ultimo, è un’associazione che non aggiungerà una sola goccia al mare di lamentele, anche se talvolta legittime, riguardo alla situazione dell’agricoltura e delle mille cose che non vanno. Al contrario noi desideriamo conoscere “perché van bene le cose che van bene”. E’ questo un campo di indagine pieno di fascino perché ci mette in rapporto con realtà già orientate verso la scadenza del 2014: iniziative tutte da scoprire perché esempi concreti e positivi che una maggiore applicazione del principio di sussidiarietà farebbero ancor più grandi e con un effetto trascinante per tutto il settore. L’associazione vorrà conoscere e far conoscere i protagonisti di questi casi, perché il passaggio delle esperienze avvenga in modo diretto, concreto e davanti a tutti.
(continua)
giovedì 19 giugno 2008
SANITÀ/ Ramponi (Joint Commission): Valutazione, il sistema lombardo è all’avanguardia
Intervista a Carlo Ramponi
Il caso della clinica Santa Rita di Milano ha acceso il dibattito sul controllo e sulla valutazione delle strutture e dei servizi erogati dalla sanità. Cosa vuol dire effettuare controlli e valutazioni precise e sicure in ambito sanitario?
Vuol dire seguire in tutte le sue fasi il percorso del paziente nella struttura sanitaria, sperando che la tutela per il paziente e la sicurezza del risultato sia garantita fin dal momento in cui questi viene accettato. C'é un aspetto fondamentale legato alla necessità di inquadrare precisamente le esigenze del paziente all'ingresso, in maniera tale da confrontare i suoi bisogni con le capacità e le specialità dell'ospedale. In caso in cui non ci sia aderenza tra ciò di cui il paziente ha bisogno e ciò che può offrire la struttura sanitaria lo stesso ospedale deve provvedere a trasferire il paziente in un’altra struttura. Successivamente occorre che al paziente vengano garantiti la possibilità di manifestare la propria opinione e i suoi diritti: deve essere coinvolto nella sua assistenza, laddove sia un paziente in grado di rispondere e di affrontare la cosa, e occorre garantirgli la possibilità di essere assistito da un familiare, da parenti che possano esprimere i suoi punti di vista, i suoi desideri, le sue esigenze, anche di carattere religioso e culturale. Il terzo passo, che è fondamentale – ed è quello che ha generato problemi significativi con la vicenda della Clinica Santa Rita – è la misurazione dei risultati assistenziali sul paziente. Per questo occorre sviluppare degli indicatori di risultati, per i quali la Regione Lombardia ha fatto moltissimo, perché ha una notevole quantità di informazioni e di dati. Occorre utilizzare adeguatamente questi dati: il sistema regionale è in grado di fare questo, tant'é vero che l'azienda sanitaria milanese è riuscita a intervenire adeguatamente per identificare gli andamenti devianti.
(continua)
lunedì 16 giugno 2008
L'Europa non può sottrarsi alla responsabilità di questa sconfitta
di Mario Mauro - Vice Presidente del Parlamento Euopeo
Il No al Trattato di Lisbona è una pesante battuta d'arresto per tutti coloro che speravano di rimettere in moto il metodo d'intervento che ha portato pace e sviluppo per 50 anni. Non possiamo sottrarci alla responsabilità di questa sconfitta, frutto senza dubbio della persistente lontananza delle istituzioni europee dai cittadini, non si può prospettare cessione di sovranità senza che l'ultimo dei cittadini ne sia pienamente cosciente.
Non c'è dubbio che il Trattato sull'Unione europea, firmato a Lisbona nel dicembre 2007 avrebbe potuto accrescere la democraticità dell'Unione. L’organo legislativo per eccellenza, quello che in tutti gli Stati nazionali ha competenza esclusiva (o quasi) per quanto riguarda l’iniziativa legislativa, vale a dire il Parlamento europeo, sarebbe stato considerato in questo caso il grande vincitore del Trattato di riforma. (continua)
L’impasse dell’Europa: cosa fare dopo il No dell’Irlanda?
1. Introduzione ed opzioni possibili nel parlare d’Europa
Scrivere d’Europa è problematico. Chi comincia a leggere un articolo su questo argomento solitamente ne sa poco in partenza, e chi lo ha scritto dà spesso per scontato la conoscenza di regole che in verità il lettore non ha. L’Europa (meglio sarebbe dire, l’Unione europea) è un’istituzione veramente complicata: come Waters ricorda, citando una vecchia considerazione di Vaclav Havel, essa sembra una macchina perfetta, che non emoziona, e che può appassionare solo quelli a cui piacciono le macchine.
Ora, dopo tanti anni, è netto in tutti il giudizio che essa non è più neppure una macchina perfetta. Non emoziona, e per di più è inefficiente. (continua)
giovedì 12 giugno 2008
BRESCIA-MANTOVA/ Un roadshow per la sussidiarietà
La terza edizione della Scuola di Sussidiarietà di Brescia (organizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà e della Fondazione San Benedetto) verrà presentata sul territorio delle province di Brescia e di Mantova con un tour di otto tappe in otto città.
Sono gli stessi allievi delle prime due edizioni che hanno organizzato ciascun appuntamento, invitando gli amici per far loro conoscere la Scuola con una testimonianza personale.
Così è stato fatto anche per la promozione della seconda edizione. Ed è stato un successo di partecipazione. Il mailing, le conferenze stampa, l’invio degli sms, e tutte le nuove tecnologie comunicative non potranno mai sostituire il contatto umano, una persona in carne e ossa che racconta e descrive un’esperienza. (continua)
TELECOM/ Bernabè e i 5mila esuberi. Quale futuro per l'azienda?
5 mila posti di lavoro da tagliare entro il 2010 in Italia, corrispondenti a circa il 10% del personale, da realizzare con un esborso per l’azienda – dovuto alle buonuscite, stimate in circa 50 mila euro per dipendente – di 250 milioni di euro. È la misura principale per risanare i costi di Telecom Italia, stando a quanto ha dichiarato l’amministratore delegato Franco Bernabé in un’intervista al Financial time all’inizio di settimana scorsa. (continua)
ALITALIA/ Colaninno e Aeroflot per la cordata italiana?
Il volo cieco di Alitalia continua. Dopo aver dato mandato a Intesa Sanpaolo per la ricerca dei nuovi azionisti, il governo Berlusconi ha assunto, e questo è comprensibile, un atteggiamento di attesa.
Ma prima delle elezioni, l'irrituale iniziativa assunta dal Cavaliere di affidare al suo consulente Bruno Ermolli, leader di Synergetica, la ricerca degli investitori per la composizione della cordata di salvataggio aveva comunque dato l'impressione agli italiani che Berlusconi avesse già iniziato ad occuparsi del caso. Di fatto, invece, Ermolli non è riuscito a concludere nulla di concreto (e forse nessuno avrebbe potuto riuscirci). Ma questo suo mese di lavoro viene contabilizzato, dall'immaginario collettivo, a carico della gestione Berlusconi. (continua)